giovedì 1 gennaio 2009

Al risveglio (da un sogno ricordato almeno in parte)

Lei,
il suo corpo nudo
che stringo tra le mie braccia,
la sua pelle abbronzata
illuminata dai raggi del sole
che filtrano dalle tende avvicinate;
ora dorme
mentre io sono sveglio
a sentire il profumo dei suoi capelli
e quello della sua pelle,
vedo avverarsi in quest’abbraccio
tutti i miei sogni,
mentre lei tiene
i suoi chiari occhi chiusi.

Voglia Iddio che quel suo sonno
non s’interrompa,
che continui a dormire tra le mie braccia,
che il mio sguardo
continui a cadere su di lei,
illuminata leggermente da quei
pochi raggi di sole.

Lei,
dorme profondamente,
la invidio, non ci riesco
forse è troppa la mia felicità.
Verso una lacrima,
appoggio la mia faccia sui suoi capelli
e quella lacrima scende fino a loro.
Ora io, ho lei tra le braccia,
lei una mia lacrima tra i suoi capelli.

Voglia Iddio che non si svegli,
il mio amore stretto tra le mie braccia
deve continuare a dormire,
è come una figura statuaria
di una Dea che dorme tranquillamente,
di una donna dai sonni lieti
coperta da un lenzuolo, abbracciata
al suo amante
nei primi raggi dell’alba.

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