Tutto nella stanza
è ancora come la lasciasti,
solo il letto è stato rifatto
ma davanti al grande specchio
tutto sembra riflettersi identico
a quella sera.
Non sembrano passati tre giorni,
nel posacenere ci sono ancora
le stesse sigarette
né una più, né una meno;
la bottiglia di tocai è ancora
nello stesso punto, vuota
come la lasciammo
e i due bicchieri utilizzati
per il nostro brindisi privato
non li ho mai spostati,
solo utilizzo ancora il tuo
per bere.
Il pacchetto di Marlboro light
non è mai più stato aperto,
e le due rose non sembrano
aver ancora risentito
delle albe trascorse.
Le tre candele sul candelabro
sono sempre le stesse,
solo adesso le ho riaccese
per pensare a noi due.
La luce fioca delle candele
illumina la stanza
e il grande specchio dietro di esse,
un dolce pianoforte
accompagna i miei pensieri
nel loro viaggiare
indietro nel tempo.
Riflesso nel grande specchio
mi sembra di rivedere noi due
sdraiati sopra il letto
e ai piedi di esso,
sul tappeto, i nostri vestiti caduti.
Il pianoforte, nel silenzio,
mi riporta ai nostri baci
e ai nostri abbracci
e a quando piansi tra le tue braccia
lacrime di felicità;
ma adesso che non sei con me
risento della solitudine e assaporo
il suo dolore,
allora chiudo gli occhi,
bevo un altro sorso e poso
il bicchiere sul comodino,
e sdraiato sul letto
che è stato nostro
mi lascio andare all’oblio
del lungo sonno notturno.
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