Vento aiutami,
lei non mi sente
o non mi vuol sentire.
La vedo lontana
e le mie convinzioni cadono,
castello di carte
sotto la grandine.
La ragione svanisce
nell’impazzire della mia anima,
con l’impeto selvaggio
di una cascata di lacrime
che nasce da essa
e muore in essa.
Vento, fatti mio messaggero
e passa dagli spiragli
di casa sua,
avvolgila e falle ascoltare
il mio pianto silente
e quelle preghiere disperate
che alcune notti innalzo
al cielo.
Sorreggi il mio corpo
quando sono davanti a lei
e i miei muscoli diventano acqua
e i miei nervi fragile vetro.
Falle capire la disperazione
del mio amore
che sembra cadere
in un nero abisso
senza fine.
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